Flop olimpico per Airbnb a Milano: prenotazioni sotto le attese e prezzi in calo
L’effetto Olimpiadi sugli affitti brevi a Milano? Molto meno esplosivo del previsto. A confermarlo sono gli stessi operatori del settore, che negli ultimi giorni si sono confrontati per analizzare un fenomeno ormai evidente: l’onda lunga delle prenotazioni legate ai Giochi invernali non è mai arrivata
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: prezzi in discesa e un mercato che fatica a decollare. Molti proprietari e host stanno cercando di correre ai ripari con ribassi continui, ma per molti appartamenti è ormai troppo tardi per recuperare. Un esempio concreto: per un soggiorno di tre notti nel weekend dal 12 al 15 febbraio, in un appartamento nuovo in zona centrale vicino a Isola, la richiesta è scesa a 505 euro. Fino a pochi giorni fa lo stesso alloggio veniva proposto a 830 euro.
Basta dare un’occhiata ai principali portali di prenotazione per rendersi conto che l’offerta è ampia e diffusa, con migliaia di case ancora disponibili nelle prossime settimane. Un segnale chiaro di come la domanda non stia reggendo il confronto con le aspettative iniziali.
A certificare il calo dei prezzi è anche una recente indagine di Altroconsumo: il costo medio per un weekend olimpico per due persone – comprensivo di viaggio, due notti e biglietti per le gare – è sceso dai 1.874 euro rilevati a dicembre 2025 ai 1.103 euro di fine gennaio 2026. Un crollo significativo che fotografa un mercato ben lontano dall’entusiasmo previsionale dei mesi scorsi.
Perché le prenotazioni non decollano
Le ragioni del flop sono principalmente tre.
Prima di tutto, l’offerta di appartamenti in affitto breve è ormai molto più ampia rispetto alla domanda reale. Secondo i dati del Ministero del Turismo, rielaborati dal Centro Studi SoloAffitti, a gennaio 2026 le strutture attive a Milano hanno raggiunto quota 18.800, in crescita rispetto alle 17.600 del 2025 e alle 16.200 del 2024. Un aumento costante, ma senza quel boom straordinario che molti si aspettavano in vista delle Olimpiadi.
In secondo luogo, nei mesi scorsi molti proprietari hanno puntato su tariffe eccessivamente alte, confidando nell’evento come calamita per i turisti. Una strategia che si è rivelata controproducente.
Infine, gran parte del “carrozzone olimpico” – tra staff, delegazioni e addetti ai lavori – ha scelto di alloggiare in hotel e strutture convenzionate, lasciando gli appartamenti Airbnb ai margini del mercato.
«In un contesto così saturo – spiega Silvia Spronelli, CEO di SoloAffitti – non basta affidarsi all’effetto Olimpiadi. Chi viene premiato è chi ha pianificato con prezzi realistici e conosce bene il comportamento dei turisti. Gli altri, invece, si trovano costretti ad abbassare le tariffe all’ultimo minuto, con ricadute pesanti sulla redditività».
Anche Marco Celani, presidente di Aigab (Associazione italiana gestori affitti brevi), ha confermato che le prenotazioni a Milano per il periodo olimpico sono sorprendentemente basse. «Il 2026 si sta rivelando uno degli inizi d’anno peggiori dell’ultimo decennio per il nostro settore», ha dichiarato.
Biglietti cari e tasse più alte frenano i turisti
A pesare ulteriormente sulla situazione sono anche fattori esterni: l’aumento della tassa di soggiorno e i costi molto elevati dei biglietti per assistere alle gare olimpiche hanno scoraggiato una fetta importante di pubblico.
Il risultato è un paradosso: mentre ci si aspettava un’invasione di visitatori, Milano si ritrova con migliaia di appartamenti vuoti e prezzi in picchiata. Un segnale chiaro di come, anche in occasione dei grandi eventi, il mercato degli affitti brevi non possa più permettersi improvvisazioni.
