Milano, inchiesta sulla vendita di San Siro: perquisizioni e nove indagati
Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla vendita dello stadio San Siro. La Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni negli uffici del Comune di Milano, nella società M-I Stadio (gestita da Inter e Milan) e nelle abitazioni di ex amministratori pubblici, dirigenti e consulenti coinvolti nella vicenda.
L’operazione è stata disposta dal gip Roberto Crepaldi su richiesta della Procura di Milano, che coordina le indagini affidate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria.
Chi sono gli indagati
Tra gli indagati figurano gli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, insieme al direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone.
Coinvolti anche manager e consulenti legati ai club calcistici, tra cui:
- Alessandro Antonello, ex ceo corporate dell’Inter
- Mark Van Huukslot, ex manager nerazzurro
- Giuseppe Bonomi, presidente di Sport Life City (area Milan)
Indagate inoltre:
- Simona Collarini, ex responsabile della Rigenerazione urbana del Comune
- i consulenti Fabrizio Grena (Inter) e Marta Spaini (Milan)
Le ipotesi di reato
L’inchiesta ipotizza i reati di:
- turbativa d’asta
- rivelazione del segreto d’ufficio
Le perquisizioni e i sequestri di dispositivi elettronici si inseriscono nel filone della più ampia indagine sull’urbanistica milanese, già avviata nei mesi scorsi.
I sospetti sulla vendita del Meazza
Al centro delle verifiche c’è la vendita dello stadio Meazza a Inter e Milan, operazione che ha portato al Comune un incasso di circa 197 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti, si tratta di accertare se la procedura abbia favorito interessi privati a scapito di quelli pubblici. In particolare, si ipotizza che la normativa sugli stadi sia stata utilizzata per sostenere progetti di sviluppo immobiliare nell’area.
In un atto della Procura si parla di un’operazione che avrebbe assunto una “veste speculativa”, con il rischio di aver privilegiato obiettivi imprenditoriali rispetto all’interesse collettivo.
Le chat e il ruolo dell’indagine urbanistica
Le nuove attività investigative nascono anche dall’analisi di chat e mail emerse nella maxi inchiesta sull’urbanistica, da cui sono partiti ulteriori approfondimenti sul progetto San Siro.
Tra i documenti acquisiti anche uno scambio del 2019 in cui l’architetto Stefano Boeri metteva in guardia il sindaco Giuseppe Sala, segnalando il rischio che nell’operazione prevalessero interessi privati.
Un caso ancora aperto
L’indagine è ancora nelle fasi preliminari e dovrà chiarire eventuali responsabilità. Nel frattempo, il caso San Siro torna al centro del dibattito pubblico milanese, tra sviluppo urbano, interessi economici e gestione del patrimonio cittadino.
