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Milano, pronto l’ospedale olimpico: il Niguarda si prepara ai Giochi Invernali 2026

Milano avrà un ospedale di riferimento per i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Si tratta dell’Ospedale Niguarda, individuato come struttura sanitaria olimpica per la Lombardia e rinnovato con spazi e percorsi dedicati agli atleti e alle delegazioni internazionali.

La nuova configurazione è stata presentata ufficialmente il 29 gennaio, a pochi giorni dall’avvio delle competizioni. All’interno del complesso è stato realizzato un pronto soccorso olimpico separato da quello destinato ai cittadini, oltre a un reparto di degenza riservato.


Un pronto soccorso dedicato ai Giochi

Il pronto soccorso olimpico dispone di 21 posti letto, a cui si aggiungono 11 stanze di degenza e una centrale di coordinamento sanitario per il monitoraggio in tempo reale delle risorse mediche durante l’evento.

L’area è stata completamente ristrutturata con:

  • front office rinnovato
  • percorsi di accesso separati
  • collegamenti diretti con elisoccorso, sala operatoria d’emergenza e centro ustioni
  • integrazione con anestesia e rianimazione

Il sistema è progettato per garantire rapidità di intervento e gestione ottimizzata dei flussi, riducendo al minimo i tempi di attesa nelle situazioni più urgenti.


Percorsi separati per cittadini e delegazioni

Uno degli aspetti centrali del progetto è la separazione totale tra il percorso olimpico e quello ordinario, in modo da non interferire con l’assistenza quotidiana ai milanesi.
Il pronto soccorso del Niguarda continua infatti a gestire oltre 300 accessi al giorno, con una media di quasi 1.000 grandi traumi all’anno, numeri che lo rendono uno dei principali punti di emergenza del Paese.

Il nuovo assetto permette di mantenere standard elevati per entrambe le utenze, grazie a personale dedicato e aree indipendenti.


Flussi e triage ripensati

Il sistema di gestione interna è stato ridisegnato secondo livelli di complessità:

  • area alta complessità, con shock room integrata e diagnostica immediata (Tac, ecografie, radiografie)
  • Rapid Assessment Treatment (RAT) per i casi meno gravi risolvibili in giornata
  • area di monitoraggio, attrezzata come reparto ma con capacità di intervento rapido

Questo modello consente di dimettere in giornata circa l’80% dei pazienti e di ricoverare solo i casi che necessitano effettivamente di degenza.


La centrale olimpica e il coordinamento regionale

La nuova centrale olimpica sarà collegata direttamente alla rete di emergenza sanitaria lombarda e alla sala operativa dell’AREU Lombardia, garantendo un coordinamento costante con i siti olimpici e con i mezzi di soccorso sul territorio.


Un’eredità oltre i Giochi

L’intervento non è pensato solo per le Olimpiadi, ma come investimento a lungo termine per la sanità regionale. Le nuove infrastrutture e l’ottimizzazione dei percorsi resteranno operative anche dopo la fine delle competizioni, migliorando l’efficienza del sistema sanitario lombardo.

Il Niguarda si conferma così uno dei poli ospedalieri più avanzati d’Italia, pronto ad affrontare la sfida olimpica senza rinunciare alla propria missione principale: l’assistenza quotidiana ai cittadini.

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