Olimpiadi Milano Cortina 2026, scoppia la “pin mania”: caccia alle spille tra atleti e tifosi
Dalle delegazioni più piccole alle edizioni speciali, lo scambio di pin olimpiche è diventato uno dei fenomeni più curiosi e coinvolgenti dei Giochi
Non ci sono solo medaglie, record e gare spettacolari tra le attrazioni delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Tra atleti, appassionati e curiosi sta spopolando un vero e proprio fenomeno parallelo: la “pin mania”, la corsa alle spille olimpiche da collezione.
Un’usanza storica che negli ultimi anni è tornata prepotentemente di moda e che oggi anima villaggi olimpici, fan zone e aree dedicate agli eventi. Le piccole spille colorate, ognuna con il simbolo della propria nazione o con grafiche speciali, sono diventate un vero e proprio oggetto del desiderio.
Le spille più ricercate
Ma quali sono le pin più ambite? In cima alla lista ci sono quelle delle delegazioni più piccole e meno rappresentate, come Iran o Filippine, proprio perché più difficili da trovare. Ogni spilla racconta qualcosa del Paese di provenienza: quelle cinesi, per esempio, raffigurano spesso il panda, simbolo nazionale, mentre sulle pin canadesi compare un alce a bordo di uno slittino.
Ogni collezionista ha le sue preferenze, ma la regola è sempre la stessa: più la spilla è rara, più aumenta il suo valore simbolico.
Dove si scambiano le spille a Milano
Alle Olimpiadi di Milano Cortina esiste persino un punto di riferimento ufficiale per gli appassionati: l’Official Olympic Pin Trading Center, uno spazio interamente dedicato allo scambio e alla vendita delle spille olimpiche.
Dal 6 al 22 febbraio, in via Carlo De Cristoforis 1 a Milano, collezionisti e curiosi possono incontrarsi, confrontarsi e soprattutto scambiarsi pin. L’area è attrezzata con tavolini e spazi tematici – tra cui uno dedicato ai Looney Tunes – pensati proprio per favorire il trading tra appassionati.
Una regola fondamentale? Le pin non si comprano: si scambiano. Ed è proprio questo spirito di condivisione a rendere il fenomeno così coinvolgente.
Una tradizione nata quasi un secolo fa
La “pin mania” non è affatto una novità. Tutto ebbe inizio alle Olimpiadi di Parigi del 1924, quando per la prima volta le delegazioni ricevettero spille ufficiali. Gli atleti, vivendo insieme nel villaggio olimpico, iniziarono a scambiarsele nei momenti di ritrovo informale, trasformando un semplice gadget in un simbolo di amicizia sportiva.
Da allora la tradizione non si è mai fermata, fino a esplodere nuovamente grazie ai social durante le Olimpiadi estive di Parigi 2024.
La spilla dedicata a Jutta Leerdam
Tra le pin più curiose di questa edizione ce n’è una davvero speciale: quella dedicata alla pattinatrice di velocità olandese Jutta Leerdam. Raffigura un piccolo cane – ispirato a Thor, il golden retriever della campionessa e del fidanzato Jake Paul – con pattini da ghiaccio e una maglietta con la scritta “I love Jutta”.
Non si tratta di un pezzo unico: l’atleta ne ha portato con sé un sacchetto intero, pronto per essere scambiato con fan e colleghi.
