Milano, occupata la piscina Argelati: “Contro caro vita e privatizzazione del patrimonio pubblico”
Nel pomeriggio di domenica 20 luglio, il movimento Assemblea di lotta per la casa ha occupato la storica piscina Argelati in via Segantini, zona Ticinese a Milano. La struttura, chiusa da anni, è stata riaperta simbolicamente dagli attivisti per denunciare le conseguenze del caro vita e dei processi di riqualificazione urbana che – secondo quanto affermano – stanno espellendo le fasce più deboli della popolazione dalle aree centrali della città.
Le ragioni della protesta
Attraverso un volantino affisso all’ingresso della piscina, gli occupanti denunciano la “svendita e la privatizzazione del patrimonio pubblico”, inserendo la piscina Argelati in un più ampio contesto di abbandono e dismissione di servizi essenziali nel quartiere. Tra gli esempi citati ci sono:
- il rischio di chiusura del nido di via Gola 23,
- la situazione della scuola materna di via Gentilino,
- e il progressivo degrado dell’edilizia popolare nella zona.
Gli attivisti riportano che in molti stabili popolari di proprietà Aler ci siano lavori iniziati e mai conclusi, ponteggi fatiscenti da oltre 10 anni, e situazioni di pericolo strutturale ignorate dalle istituzioni. In questo contesto, riferiscono, sono stati gli stessi abitanti, regolari e non, a intervenire per riparare portoni, cortili e tetti, contrastando l’abbandono con iniziative dal basso.
Nel volantino si rilancia anche la proposta di una sanatoria per le occupazioni abitative, citando due precedenti attuati a Milano, nel 1986 e nel 1992, sottolineando come l’attuale precarietà abitativa venga “sistematicamente ignorata”.
La reazione politica
Sull’episodio è intervenuto Omar Praticò, consigliere e coordinatore di Fratelli d’Italia nel Municipio 6, che ha duramente criticato l’amministrazione cittadina.
“Mi fa strano vedere questa situazione proprio all’indomani delle polemiche che hanno coinvolto la Giunta e il sindaco Sala – ha dichiarato Praticò – ma quello che trovo davvero grave è scoprire che all’interno della piscina Argelati, chiusa da anni, siano ancora attive utenze come la corrente elettrica.”
Il consigliere si è chiesto perché Comune e Municipio non siano intervenuti prima per inibire gli accessi e mettere in sicurezza l’area, considerando il rischio elevato di occupazioni.
Praticò ha annunciato l’intenzione di presentare una mozione municipale per la messa in sicurezza della struttura, accusando la Giunta milanese di aver abbandonato le periferie e di aver lasciato nel degrado interi quartieri, favorendo il disinteresse verso le esigenze della cittadinanza.
