Righeira, ritorno inaspettato: “Vamos a la playa era futurismo, non solo un tormentone”
A oltre 40 anni dall’esplosione del mitico Vamos a la playa, Johnson Righeira torna a far parlare di sé. E lo fa con uno stile nuovo, più riflessivo ma sempre iconico, in perfetto equilibrio tra ironia, provocazione e nostalgia pop.
Oggi, Johnson – nome d’arte di Stefano Rota – vive una vita molto diversa da quella degli anni ’80: produce vino in campagna, crea magliette provocatorie e si definisce un futurista musicale. In un’intervista rilasciata a Rolling Stone Italia, ha raccontato il suo nuovo approccio artistico e il desiderio di comunicare qualcosa di più profondo rispetto al passato.
“I critici ci hanno messo vent’anni a capire cosa stavamo dicendo davvero con Vamos a la playa. Era una canzone sull’apocalisse nucleare, altro che tormentone da spiaggia.”
Il nuovo singolo
Righeira ha da poco pubblicato un nuovo brano inedito, che mantiene l’impronta elettronica degli anni ’80 ma con un linguaggio più contemporaneo e sperimentale. Il pezzo – ancora senza titolo ufficiale – è stato definito dal cantante “un manifesto sulla solitudine digitale del nuovo millennio”.
Reunion in vista?
Alla domanda su un possibile ritorno dei Righeira come duo, Johnson non ha chiuso le porte:
“Mai dire mai. Ci sono state incomprensioni, ma la voglia di fare musica non mi ha mai lasciato.”
Con questa nuova fase della sua carriera, Johnson Righeira conferma di essere molto più di un personaggio cult del passato: è un artista ancora capace di sorprendere e reinventarsi, rimanendo fedele al suo stile anticonformista.
