Università di Pavia, niente tasse sotto i 32mila euro: studenti esenti dal 12% al 45%
Rivoluzione rette universitarie: aumenta la no tax area e cresce l’accesso agli studi
Importante svolta per il diritto allo studio: all’Università di Pavia arriva una riforma che amplia in modo significativo la cosiddetta no tax area, rendendo l’università gratuita per un numero molto più alto di studenti.
Il Consiglio di amministrazione dell’ateneo ha approvato una misura che prevede l’esenzione totale dalle tasse universitarie per chi ha un Isee fino a 32mila euro, alzando sensibilmente la soglia rispetto al passato.
📊 Università gratis fino a 32mila euro: cosa cambia
La novità principale riguarda proprio l’innalzamento del limite di reddito:
- prima: esenzione fino a circa 23mila euro
- oggi: esenzione fino a 32mila euro
Questo significa che molti più studenti potranno accedere all’università senza pagare le rette.
👉 In termini concreti:
- gli studenti esenti passano dal 12% al 45% del totale
Un aumento molto significativo che rende Pavia uno dei primi atenei in Italia a spingere così in alto la soglia della no tax area.
🎓 Il progetto del rettore: università più inclusiva
La riforma è stata voluta dal rettore Alessandro Reali, con l’obiettivo di rendere l’università più accessibile.
Secondo il rettore, si tratta di:
- un investimento sul futuro
- un modo per valorizzare il talento indipendentemente dal reddito
L’idea è quella di abbattere le barriere economiche e permettere a più studenti di accedere a un ateneo storico e di qualità.
💶 Come funzionano le nuove fasce di reddito
Oltre all’esenzione totale sotto i 32mila euro, il sistema resta progressivo:
- contributi ridotti per le fasce intermedie
- fascia massima oltre gli 80mila euro di Isee
👉 In questo modo il peso economico viene redistribuito in base alla capacità contributiva delle famiglie.
📈 Perché è una riforma importante
La decisione dell’Università di Pavia si inserisce in un trend più ampio:
- maggiore attenzione al diritto allo studio in Italia
- aumento dei costi della vita per studenti fuori sede
- necessità di rendere l’università più inclusiva
Questa misura potrebbe diventare un modello anche per altri atenei italiani.
