Biblioteche di cortile nei quartieri Aler: cultura, volontariato e socialità nelle case popolari di Milano
A Milano le biblioteche di cortile stanno diventando molto più di semplici punti di scambio libri. Nei quartieri Aler, ex portinerie, cortili, sottopassi e locali inutilizzati si trasformano in luoghi di incontro, cultura e inclusione sociale.
Queste esperienze nascono spesso dal basso, grazie all’impegno di residenti, comitati inquilini, associazioni e volontari. L’obiettivo è semplice ma concreto: restituire vita agli spazi comuni, rafforzare le relazioni di vicinato e offrire nuove occasioni di partecipazione nei quartieri popolari.
Via Russoli e il valore umano della cultura
Un’altra esperienza significativa è quella della biblioteca condominiale di via Russoli, nel quartiere delle quattro torri Aler. Qui gli abitanti parlano della biblioteca come di un luogo capace di generare amicizia, conoscenza e senso di appartenenza.
Secondo chi anima lo spazio, una biblioteca di condominio aiuta a rendere più curati i luoghi comuni e rafforza la socialità tra residenti. Anche un semplice saluto, uno scambio di libri o un momento condiviso possono contribuire a far sentire le persone meno sole.
Libri, giochi e inclusione in viale Molise
Tra le iniziative più recenti c’è la Libreria di Cortile di viale Molise 17, inaugurata il 22 aprile nel quartiere Molise-Calvairate. Il progetto coinvolge Proviamociassieme, Milano Sospesa, Qui Milano Ricicliamo e Aler Milano, con l’idea di unire riciclo, cultura e socialità.
Lo spazio è ospitato nella sede di Proviamociassieme – Fondazione Casa della Carità e punta a dare nuova vita a libri e giochi usati. La libreria è aperta il lunedì e il mercoledì pomeriggio, soprattutto per i bambini del quartiere, che possono trovare una merenda, scegliere un libro o portare a casa un gioco.
Il progetto ha anche un forte valore sociale: nella gestione dello spazio sono coinvolte persone con disagio psichico, impegnate nella cura dei materiali e nell’organizzazione della libreria. Un modo per creare inclusione, contrastare lo stigma e costruire relazioni quotidiane nel quartiere.
Via Belinzaghi, la biblioteca di condominio diventata presidio culturale
Una delle esperienze più consolidate è la biblioteca di condominio “Falcone e Borsellino” di via Giulio Belinzaghi 11, in zona Maciachini. Nata nel 2019 da un Patto di Collaborazione tra Comitato Inquilini e Aler Milano, si trova in una ex portineria di uno stabile Aler del 1927.
Con oltre 5mila volumi, la biblioteca è entrata nel circuito delle biblioteche di condominio e di prossimità del sistema bibliotecario comunale. Non è aperta solo agli inquilini dello stabile, ma a tutto il quartiere.
Negli anni è diventata un vero presidio culturale, con prestiti anche a domicilio, presentazioni di libri, letture pubbliche, cineforum, teatro e corsi di italiano frequentati soprattutto da donne straniere. Molte attività si svolgono direttamente nel cortile, trasformando lo spazio condominiale in una piccola piazza culturale.
Gratosoglio, la libreria nel sottopasso aperta 24 ore su 24
Nel quartiere Gratosoglio, tra via Saponaro 6 e 8, una libreria di cortile è stata realizzata in un sottopasso Aler ed è accessibile liberamente 24 ore su 24.
Nonostante vandalismi e danneggiamenti, i volontari continuano a mantenerla viva: puliscono, sistemano i libri e rimettono ordine negli scaffali. Alcuni volumi non tornano indietro, altri vengono rivenduti da chi vive difficoltà economiche. Ma per chi cura lo spazio, anche questo rappresenta una forma di circolazione sociale della cultura: meglio un libro che continua a viaggiare, piuttosto che finire dimenticato.
Quartieri popolari, non solo fragilità
Le biblioteche di cortile raccontano una Milano spesso meno visibile: quella dei quartieri popolari che non sono soltanto luoghi segnati da difficoltà, ma anche spazi attraversati da energie civiche, volontariato e solidarietà.
Dalle ex portinerie ai cortili, dai sottopassi ai locali recuperati, queste iniziative dimostrano come la cultura possa diventare uno strumento concreto di coesione sociale. Nei quartieri Aler, un libro non è solo un libro: può diventare un’occasione per incontrarsi, conoscersi e prendersi cura del luogo in cui si vive.
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